Nautica da diporto: preparandoci all’inverno

La stagione estiva è finita da un pezzo e molti, la stragrande maggioranza degli armatori, preparano la barca per aiutarla ad affrontare l’inverno nel migliore dei modi.
Sbarcano o ripostano alla meglio tutto il superfluo che durante l’estate ha permesso di godere a pieno dei bei momenti che una barca in acqua sa regalare, e si dedicano a quelle attività di manutenzione indispensabili al proprio gioellino, alle riparazioni necessarie, alle modifiche migliorative, con il pensiero e la fantasia che già li proietta alla prossima stagione.
Molte barche quindi vengono tirate in secca per operazioni impossibili da eseguire con lo scafo in acqua, mentre molte altre vengono sottoposte ad interventi di manutenzione ordinaria che le rimetteranno in forma dopo la stressante stagione estiva, pronte a riprendere il mare non appena le condizioni meteo lo consiglieranno.
Altri, i più tenaci, continuano ad organizzare i fine settimana in barca dividendo il proprio tempo a disposizione, tra inevitabili interventi manutentivi sopra e sotto coperta e, non appena possibile, ore di navigazione vissute con entusiasmo ed energia come a non voler perdere tempo prezioso da dedicare alla propria passione.
Come ogni buon marinaio ovviamente sa, le condizioni generali non sono le stesse, navigare in inverno è molto diverso che in estate e gli accorgimenti, le attrezzature, l’abbigliamento e più in generale l’andare per mare deve essere il risultato di una adeguata preparazione.

Vediamo come preparci all’inverno:

Manutenzione ordinaria opera viva

Senza dubbio, quando un Armatore pensa alla manutenzione ordinaria della sua amata barca, inizia a farlo partendo dalla pulizia dello scafo e dal riposizionamento sul gel coat di quello strato di antivegetativa che proteggerà lo scafo stesso nella stagione a venire.

L’ambiente marino abituale detterà la frequenza con cui questa operazione andrà ripetuta nel tempo.
Una completa manutenzione ordinaria dell’opera viva, e cioè la parte costantemente in acqua, si articola su questi punti :

Manutenzione ordinaria opera morta, manovre fisse e correnti

Se la manutenzione della parte immersa dello scafo, previene inconvenienti legati alla sicurezza della navigazione massimizza le prestazioni dello scafo stesso e lo preserva da danni strutturali, la manutenzione della parte emersa, detta opera morta, dell’ amato guscio consente di preservarlo dal deterioramento dovuto all’uso e soprattutto all’ambiente marino che , come è noto, mette a dura prova materiali ed accessori.

Inoltre, il buon funzionamento di tutte le parti chiamate in causa durante una navigazione, a vela o a motore che sia, o più semplicemente durante la vita di una imbarcazione, può essere perseguito soltanto grazie ad una continua azione di verifica e manutenzione delle stesse.
Vediamo come garantirci l’efficienza di manovre fisse, correnti ed equipaggiamento in coperta mediante opportuni interventi al fine di assicurarci uscite confortevoli e sicure.

  • Acciai
  • Albero
  • Ancora
  • Boma
  • Bompresso
  • Gelcoat
  • Lande, sartie e crocette
  • Monoleva comando motore
  • Oblò, osteriggi e passi d’uomo
  • Paterazzo e stralli
  • Quadro accensione motore
  • Rolla fiocco
  • Salpa ancora
  • Scotte, drizze e cime d’ormeggio
  • Strozzascotte
  • Tangone
  • Teak
  • Tender
  • Timone
  • Trozza
  • Vang
  • Vele
  • Winches
  • Zattera salvataggio

Manutenzione ordinaria sotto coperta

Ovviamente, sotto coperta, le cose non vanno diversamente.
Una corretta e tempestiva azione manutentiva evita che gli eventuali malfunzionamenti si traducano in danni di maggiore entità che, come è noto, si presentano sempre nei momenti meno opportuni.
Sotto coperta poi sarà necessaria anche una attenta azione di pulizia generale dei gavoni, dei cassetti e di tutti quei vani che durante la stagione estiva vengono riempiti di qualsiasi cosa, dalle provviste agli accessori di ogni genere.

Cosa non dobbiamo dimenticare durante questo nostro intervento sotto coperta:

  • Attrezzi lavoro
  • Circuito gas
  • Cuscineria
  • Documenti imbarcazione
  • Dotazioni di sicurezza
  • Gavoni
  • Porte
  • Sistema di riscaldamento
  • Sistema di condizionamento

Manutenzione ordinaria strumentazione ed elettronica di bordo

Senza dubbio l’alta umidità dell’aria e le temperature invernali, in ambiente marino, agiscono in maniera molto aggressiva nei confronti dei contatti elettrici in e delle apparecchiature elettroniche presenti su una barca moderna.
Sarà necessario quindi, intervenire sbarcando quanta più strumentazione possibile, lubrificare e proteggere i vari connettori, evitandone l’ossidazione.

La stessa attenzione andrà riservata a tutti gli accessori o attrezzi o strumenti dotati di alimentazione a batterie, togliendo quelle presenti, pulendone e lubrificandone i contatti.
Le strumentazioni “sensibili” alle quali prestare maggiore attenzione, sono:

  • Accessori
  • Ais
  • Antenne
  • Chartplotter
  • Ecoscandaglio
  • Epirb
  • Gps
  • Plb
  • Radio VHF
  • Radar
  • Speedometer
  • Stazione del vento
  • Torce portatili

Manutenzione ordinaria impianto elettrico e idraulico

Come per strumenrtazione e apparecchiature elettroniche, anche l’impianto elettrico di bordo è destinato a risentire dell’elevata umidità e delle rigide temperature invernali.
Oltre a preservare contatti ed interruttori dal pericolo di ossidazione, sarà necessario verificare l’efficienza dei vari componenti ed accessori connessi all’impianto elettrico.


Lo stesso criterio dovrà essere utilizzato per l’impianto idraulico, eliminando ostruzioni tubazioni, acqua stagnante ed umidità fonte di cattivi odori, la funzionalità di valvole e prese a mare e sostituendo tubi e fascette in cattive condizioni per usura, urti o altro.
Ecco cosa verificare:

  • Batterie
  • Carica batterie
  • Frigorifero
  • Luci
  • Pannelli solari fotovoltaici
  • Pompa pressurizazione acqua
  • Pompe di sentina
  • Prese a mare
  • Quadro elettrico
  • Scadabagno
  • Serbatoi
  • Valvole circuito idraulico
  • Wc

Manutenzione ordinaria motore entrobordo,
entro fuoribordo, fuoribordo

Chiaramente la manutenzione ordinaria del motore di una imbarcazione, sarà limitata a quelle operazioni che un marinaio mediamente preparato, come dovrebbe essere un buon armatore, possa effettuare in autonomia e senza necessità di attrezzatura professionale se non quella che solitamente si trova a bordo.


Vediamo cosa possiamo verificare o fare senza dover ricorrere ad un meccanico professionista:

  • Boccola asse elica
  • Candele
  • Circuito raffreddamento motore
  • Cinghia di distribuzione
  • Girante
  • Lavaggio motore
  • Monoleva comando motore
  • Piede poppiero
  • Serbatoio carburante
  • Sostituzione filtri
  • Sistema di ventilazione vano motore
  • Timone

E’ chiaro che qualora durante tali operazioni, sorgessero dubbi o si riscontrasse la necessità di interventi specifici più consistenti, sarà indispensabile affidarsi ad un meccanico professionista o ad un cantiere navale in grado di risolvere tali inconvenienti.
Con il tempo e con l’esperienza, sarà sempre più facile individuare eventuali criticità e le soluzioni più adeguate.
L’amore per la propria imbarcazione poi farà la differenza e l’attenzione che gli verrà dedicata, sarà ampiamente ripagata ad ogni singola uscita.

Preparazione della barca per la navigazione invernale

Se fino ad ora abbiamo parlato di ciò che è doveroso fare una volta terminata la stagione estiva, per preparare la barca ad affrontare il lungo periodo invernale e ritrovarla in splendida forma all’inizio della stagione estiva successiva, parliamo ora di come godere della barca anche in inverno, quando le condizioni meteo si fanno più rigide e di come fare per affrontare tali condizioni con la massima serenità adeguando lo scafo alla nuova situazione.
Ovviamente, gli interventi di manutenzione sopra descritti seguiranno una tempistica differente e molte delle operazioni previste, verranno effettuate in quelle giornate in barca durante le quali, le condizioni meteomarine sconsiglieranno di uscire dal porto.
Sarà comunque piacevole, per un buon armatore, prendersi cura della propria amata, nell’attesa di prendere il largo con lei quanto prima.
A causa delle condizioni meteo impegnative dell’inverno, non possiamo non considerare che anche la barca ha bisogno di essere preparata per poterci garantire la maggiore affidabilità durante la navigazione nelle fredde acque invernali.


In particolare, a parte le temperature che tende ad irrigidire i materiali, dovremo considerare   condizioni di vento e mare che durante l’inverno sono frequentemente più impegnative anche se solitamente più prevedibili e stabili.
Ecco gli accorgimenti principali da mettere in pratica preparandola per l’inverno:

  • Batterie
  • Carrelli e pulegge
  • Inferiture
  • Piano velico

Abbigliamento tecnico per la navigazione invernale

Ovviamente l’abbigliamento dovrà essere quello più opportuno poiché, soprattutto in mare, l’umidità ed i venti spesso gelidi, vanno contrastati con capi tecnici, caldi e traspiranti, impermeabili ma facili da portare, in grado di mantenere le condizioni ottimali per l’organismo ma soprattutto mantenendo il corpo asciutto.
Infatti, il problema piu’ grande è rappresentato dalla nostra sudorazione durante la attività in barca.
Indossando capi non sufficientemente traspiranti, il sudore andrà progressivamente ad inumidire ciò che indossiamo, riducendone la capacità di mantenerci al caldo.
Questo provocherà una crescente situazione di malessere rendendo oltremodo scomoda la nostra esperienza in mare.
Il livello qualitativo di ciò che indosseremo sarà quindi determinato dal tipo di navigazione che andremo ad affrontare, dalle condizioni climatiche in cui ci troveremo al tipo di attività che presumibilmente ci troveremo a svolgere.
Chiaramente diverso è regatare per settimane in una Volvo Ocean Race piuttosto che in un fine settimana al Campionato invernale del Tigullio (con tutto il rispetto per l’evento); diversa sarà l’attività da svolgere durante una uscita anche amatoriale in barca rispetto a quella su una barca a motore.
Possiamo quindi affermare che a seconda della professionalità o aggressività dell’esperienza alla quale dobbiamo prepararci, maggior qualità dovremo richiedere al nostro abbigliamento, pronti ad affrontare costi a volte sensibilmente diversi.
Oggigiorno esiste una vastissima offerta di abbigliamento tecnico per la nautica di vari livelli e sicuramente un buon marinaio che abbia intenzione di proseguire l’attività nei mesi invernali, non si farà trovare impreparato.
Vediamo quali sono i capi invernali più indicati e che si adattano per tipologia ad ogni tipo di navigazione e che poi ognuno potrà scegliere del livello qualitativo più opportuno, tenendo presente che la logica della vestizione a cipolla, rimane ancora la logica più utilizzata.

 
Essa permette infatti di allegerirsi se le condizioni migliorano e, grazie alla grande leggerezza e vestibilità degli odierni capi tecnici, coprirsi tempestivamente restando comodi ed a proprio agio quando le condizioni lo richiedano.

  • Calzamaglia e maglia intimi in materiale tecnico traspirante
  • Calzettoni di lana
  • Micro pile
  • Completo salopette e giacca impermeabili, caldi e traspiranti.
  • Stivali impermeabili e traspiranti con rivestimento interno caldo e scorrevole per facilitare la calzata.
  • Ghette da utilizzare come barriera all’acqua in condizioni estreme.
  • Cerata da indossare sopra a tutto il resto in caso di pioggia, a due pezzi, ovviamente con cappuccio.
  • Cappello in lana da indossare praticamente sempre
  • Guanti impermeabili con rivestimento interno per il tempo da passare al timone
  • Guanti in neoprene interi per lavorare alle manovre.
  • Occhiali da sole
  • Protezione labbra e crema idratante viso.

Avremo modo di approfondire opportunamente i vari argomenti sopra citati, parlando di materiali e metodi di intervento, con una serie di articoli dedicati agli ARMATORI, esperti o alle prime armi, ma con una passione in comune.

In conclusione quindi, essere ARMATORE è molto di più che essere proprietario di una barca.
Significa conoscerla, prendersene cura ed affrontare anche tutti gli aspetti meno piacevoli che ciò implica.
Bisogna amarla e amare davvero il mare, per godere di entrambe le cose nella maggior sicurezza e serenità consentita dalle nostre capacità e dalle possibilità a lei concesse.

Buon vento e tante tante miglia felici a tutti.

 

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