Pulizia e riverniciatura della carena

Manutenzione ordinaria opera viva – Pulizia e riverniciatura della carena

Qualsiasi cosa rimanga immersa in acqua, viene inevitabilmente aggredita da fenomeni chimici (ossidazione dei metalli o correnti galvaniche) o organici (incrostazioni, alghe).
L’acqua di mare, grazie alla sua salinità e al suo elevato contenuto di microrganismi, è sicuramente un elemento molto aggressivo e rende necessario il periodico intervento di manutenzione ordinaria allo scafo di una imbarcazione.
Questo fenomeno, chiamato in gergo Fouling, avviene in ogni porto e mare del mondo.
La sua intensità varia al variare di alcuni fattori come la temperatura, la salinità dell’acqua, dalla profondità e dalle correnti.
Ciò fa si che lo stesso scafo possa subire un fenomeno di fouling molto diverso tra località anche abbastanza vicine tra loro.
Le incrostazioni di uno scafo, oltre a ridurre le prestazioni ed aumentare i consumi, possono a portare anche a problemi strutturali più o meno importanti come ad esempio l’osmosi.
Questo fenomeno degenerativo degli scafi in vetroresina, tanto temuto da tutti gli armatori in ogni punto del globo, può essere efficacemente combattuto e prevenuto grazie alla manutenzione periodica dello scafo.
Risulta chiara quindi l’importanza di questo intervento di manutenzione, con una periodicità dettata, come spiegato, dall’ambiente marino abituale in cui lo scafo viene impiegato.


Una volta tirata la barca in secca e posizionata nel nostro invaso, dovremo procedere alla rimozione di tutto ciò che si è attaccato allo scafo come organismi di ogni genere, alghe, denti di cane e così via.
Una volta rimossi tutti gli ospiti indesiderati, dovremo proseguire fino alla eliminazione totale dello strato di antivegetativa (anti fouling) data in occasione della precedente manutenzione per poter preparare al meglio la superficie alla ricezione della nuova verniciatura.
La complessità di questa operazione dipende  essenzialmente da due fattori  che sono il tempo trascorso dall’ultima manutenzione fatta allo scafo e dal tipo di vernice anti vegetativa che era stata applicata in tale occasione.
Se quella che stiamo rimuovendo è una antivegetativa autolevigante a matrice morbida dovremmo riuscire a terminare
il lavoro con una buona idropulitrice e possibilmente utilizzando acqua calda.
Infatti, se non abbiamo fatto trascorrere troppo tempo dall’ultimo intervento, la colonizzazione del nostro scafo da parte di micro organismi, dovrebbe essere praticamente nulla e questo ci consentirà un’agevole lavoro per arrivare allo strato di Gelcoat sul quale applicare il nuovo Primer nautico e successivamente la nuova vernice anti fouling.
Se invece stiamo asportando una antivegetativa a matrice dura, saremo costretti a ricorrere ad un lavoro di carteggiatura per assicurarci la sua completa rimozione seguita da un attenta pulizia con idropulitrice.
Terminata questa prima fase di pulizia, lasceremo asciugare bene le superfici prima di procedere ad una attenta ispezione del Gelcoat che riveste la vetroresina, per assicurarci della sua integrità e nel caso in cui dovessimo riscontrare punti di deterioramento intervenire con un apposito stucco nautico idoneo e restituirgli la dovuta omogeneità.
Durante questa ispezione inoltre, presteremo particolare attenzione alla presenza di eventuali bolle che  indicherebbero la presenza di osmosi e che dovremo eliminare prima di procedere alla successiva verniciatura.
Verificheremo inoltre l’assenza di crepe o danni nella zona di attaccatura del bulbo nel caso delle barche a vela e di assenza di giochi inusuali o danni visibili nei punti di passaggio tra opera viva e interno scafo.
Sul Gelcoat dovremo stendere una mano di Primer per favorire l’attecchimento delle due mani di anti vegetativa che andremo ad applicare.
Ovviamente le fasi di lavoro sopra descritte richiederanno dei tempi di asciugatura durante i quali dovremo cercare di proteggere lo scafo da umidità e polvere.
Dovremo approssimativamente prevedere un paio di giorni tra una fase e l’altra.
Possibilmente, la seconda e ultima mano di anti vegetativa andrebbe programmata a due o tre giorni dal varo per garantirci la completa asciugatura della vernice e rimettere subito lo scafo in acqua poiché la vernice anti vegetativa lasciata all’asciutto per troppo tempo, perde la sua efficacia.
Per tutte le ragioni sopra citate, è inoltre consigliabile effettuare il lavoro in una stagione climaticamente  favorevole e quindi probabilmente quella a cavallo tra primavera e estate.
Vediamo ora di descrivere meglio i materiali di cui abbiamo parlato.

  • Gelcoat è una resina poliestere che una volta stesa sulla vetroresina, le dona brillantezza e impermeabilità, preservandola da agenti atmosferici e raggi UV.
    Nel caso delle imbarcazioni, la sua integrità è fondamentale per preservare lo scafo da fenomeni di Osmosi o Delaminazione.
  • Primer nautico è un ancorante, che si applica subito sopra allo strato di Gelcoat pulito e omogeneo.
    E’ necessario ad assicurare una buona presa delle successive mani di vernice Anti Vegetativa (Anti Fouling).
  • L’Antivegetativa autolevigante è una vernice a rilascio controllato definita antivegetativa a matrice morbida.
    Durante la permanenza in acqua dello scafo, la vernice si dissolve gradualmente.
    Ciò priverà i micro organismi della base sulla quale iniziare la loro opera di colonizzazione.
    La superficie dello scafo rimane pulita, provvista di una pellicola protettiva che si rinnova in continuazione.
    L’azione chimica della vernice, rimane attiva solo in prossimità dello scafo e quindi evitando problemi di inquinamento ambientale una volta dispersa in acqua.
    Questo tipo di matrice, per la sua caratteristica auto levigante, viene consigliata per le barche a vela da crociera che vengono  alate il meno possibile.
    Alte velocità (oltre i 30 nodi) provocherebbero un rapido dissolvimento dello strato di vernice mentre le operazioni di alaggio causerebbero una sua eccessiva abrasione; la messa in secca dello scafo poi ne provocherebbe una perdita di efficacia.
    Solitamente più costosa rispetto ad una vernice a matrice dura, semplifica molto il lavoro quando arriva il momento di fare manutenzione.
  • Vernice Antivegetativa a matrice dura agisce solo chimicamente, creando una barriera sulla quale i micro organismi marini non riescono a attecchire.
    Sono molto resistenti alla abrasione e alla velocità anche se la loro efficacia è massima inizialmente e và progressivamente scemando durante la stagione.
    Generalmente risulta leggermente più efficace di una vernice a matrice morbida pur essendo meno costosa.
    Per contro, la sua rimozione obbliga ad un lavoro di carteggiatura più faticoso ed oneroso soprattutto se affidato a terzi.
  • La vernice Antivegetativa a matrice mista, come intuibile rappresenta un compromesso tra le altre due.
    E’ la più indicata per barche a vela da regata poiché garantisce un ottimo livello di scorrimento.

Qualora poi il nostro scafo fosse in materiale metallico,  bisognerà prestare particolare attenzione a causa dei fenomeni di corrosione galvanica.
Infatti l’azione dei biocidi metallici presenti nelle comuni vernici anti vegetative e che potrebbero seriamente danneggiare lo scafo.
Per questa ragione, sugli scafi metallici si consiglia l’utilizzo di apposite vernici.
Per quanto riguarda la quantità di vernice da acquistare, viene solitamente utilizzata una formula per calcolare i mq di superficie da trattare che è [lunghezza al galleggiamento x (baglio massimo + due volte il pescaggio)] x un coefficiente di curvatura pari a 0,5 (barche a vela a bulbo) o 0,75 (barche a vela a chiglia lunga).

ESEMPIO :
– Lunghezza al galleggiamento 10 mt
– Baglio max 4 mt
– Pescaggio 1,5 mt
– Barca a vela con bulbo
Calcolo superficie da verniciare : [10 x (4 + 3)] x 0,5 = 35 mq
A questo punto non ci resta che scegliere il ns. prodotto e calcolare la quantità necessaria in base alla sua resa.
Ipotizzando un prodotto con resa di 10 mq al kg e considerando le due mani di vernice, avremo bisogno di 7 kg di prodotto.

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