Organi di propulsione e anodi sacrificali

Manutenzione ordinaria opera viva – Organi di propulsione e anodi sacrificali

Che si tratti di una barca a vela o di una barca a motore, che venga adottato un sistema sail drive o asse d’elica, un piede poppiero o un fuori bordo, la manutenzione ordinaria dell’ opera viva dovrà necessariamente estendersi al nostro sistema di propulsione e manovra.
Focalizziamo, per il momento, la nostra attenzione sulle problematiche dovute agli infestanti micro organismi marini.
Ovviamente essi, oltre che sullo scafo agiscono sulle nostre eliche, sull’ asse di trasmissione, sui trim,  sull’asse e sulla pala del timone.

Le procedure di manutenzione, sono le stesse adottate per la carena e prevedono quindi la rimozione di tutte le incrostazioni presenti, la rimozione delle vernici applicate in precedenza e la verifica della integrità delle varie componenti.
Particolare attenzione dovrà essere rivolta ai punti di passaggio tra l’opera viva e l’interno dello scafo e quindi la losche dell’ asse timone e dell’asse elica, i passascafo per le prese a mare e per i sensori come ecoscandaglio, log o altro ancora.
Fatta salva la periodicità della sostituzione di premistoppa, boccole e altri sistemi di tenuta e in mancanza di episodi particolari per i quali mettersi in allarme, la manutenzione ordinaria prevede l’ispezione visiva effettuata dall’interno atta ad eliminare il dubbio di vie di ingresso acqua ed esternamente cercando eventuali fessurazioni o crepe o valutando giochi inusuali nelle boccole degli assi di elica e timone.
Nel caso poi ci trovassimo in presenza di un asse elica, potrebbe essere anche opportuna una verifica dell’allineamento con asse motore, soprattutto se rumoroso.
Provvedendo alle operazioni di pulizia, sarà necessario carteggiare al fine di riportare alla luce le parti metalliche facendo attenzione a non danneggiare eventuali parti in gomma.
Irruvidiremo i materiali per creare il giusto grip in previsione della successiva verniciatura anti vegetativa; un grip appena accennato, non garantirà tale scopo.
Come già sottolineato, i prodotti da utilizzare per le parti metalliche hanno caratteristiche specifiche per evitare i problemi legati alle correnti galvaniche e quindi utilizzeremo Primer Propeller e  vernice Antivegetativa Propeller .
La barca in secca ci permetterà di svolgere quelle importanti manutenzioni ordinarie di tipo meccanico che ci sono consentite per conoscenza e attrezzatura disponibile e che riguardano essenzialmente le eliche (manovra o propulsione),  il piede poppiero, il sail drive, oppure gli assi presenti dell’ elica o del timone.
Per interventi consistenti o molto tecnici, consigliamo vivamente di rivolgersi ai centri assistenza preposti o a meccanici di fiducia, mettendo in preventivo un maggior costo per un lavoro ben eseguito.
Per quanto riguarda le eliche a pala fissa, la nostra verifica sarà rivolta alla stabilità del suo fissaggio sull’asse o alberino, e alle condizioni degli elementi di serraggio.
Provvederemo alla sostituzione di viti, dadi e bulloni in cattivo stato, utilizzando appositi sbloccanti.
Riposizioneremo i nuovi elementi rigorosamente realizzati in acciaio inossidabile, avvalendoci di lubrificanti idrorepellenti.
Per un elica a pale orientabili, a parte le verifiche sopra menzionate, sarà opportuno aprire l’ogiva contenente gli ingranaggi delle pale per assicurarsi che siano opportunamente ingrassati ed eventualmente provvedere con un buon grasso al litio.
La manutenzione di un piede poppiero prevede annualmente anche la sostituzione dell’olio del piede, che contiene gli ingranaggi di trasmissione della rotazione all’elica, delle cuffie, il controllo dei giochi crociere e leverismi, dei pistoncini del Trim e della  lubrificazione di tutte le parti soggette a rotazione o sfregamento.
Doverosa la verifica degli elementi di serraggio.
Qualora fosse presente, sarà necessario sostituire anche la girante del circuito di raffreddamento.
Particolare attenzione e meticolosità andrà utilizzata per la sostituzione degli anodi anti corrosione, numerosi e importantissimi a causa della varietà di metalli utilizzati per la realizzazione di questo componente meccanico.
La manutenzione ordinaria di un Sail Drive, sempre compatibilmente con le nostre possibilità, non è molto diversa da quella di un piede poppiero.
Bisognerà infatti provvedere alla sostituzione dell’olio lubrificante, la lubrificazione delle parti mobili, la verifica degli elementi di serraggio e la sostituzione degli anodi sacrificali  di protezione catodica.

Anodi sacrificali

Lo scopo di questi importanti componenti è quello di assorbire le correnti elettriche che si creano tra metalli di diverso potenziale elettrico e che sono in collegamento tra loro mediante un conduttore che nel nostro caso è l’acqua di mare.
Maggiore è la salinità e la temperatura del conduttore e maggiore è l’effetto di corrosione galvanica che si genera.
Tale corrosione, si accanisce sui materiali metallici coinvolti corrodendoli o in taluni casi assottigliandoli e indebolendoli pericolosamente come per esempio sulle parti in Ottone o altre leghe di Bronzo o Rame.
L’anodo si dice sacrificale proprio perché essendo di materiale metallico più debole, convoglia queste correnti elettriche,  lasciandosi corrodere per primo e salvando così gli altri metalli che nel nostro caso sono per esempio l’asse elica, timone, pale eliche e pala timone, carcassa motore o altro.
Gli anodi sacrificali possono essere di zinco oppure in alluminio (i più comuni) o ancora in magnesio, meno resistenti al fenomeno corrosivo e che vengono generalmente utilizzati in acqua dolce, meno conduttiva e che quindi genera un fenomeno corrosivo di minore entità.
Gli anodi fungono insomma da parafulmine per questo tipo di problematica ed è chiaro quanto fondamentale sia la loro periodica sostituzione.
Considerato il loro basso costo ed alto beneficio in termini di protezione, è consigliabile una periodicità di sostituzione annuale.
Il fenomeno corrosivo si paleserà in questa occasione in maniera abbastanza evidente sui resti dell’anodo sacrificale montato la stagione precedente, dimostrando l’importanza che questo piccolo componente ricopre.
Nel caso in cui non doveste rilevare tali  evidenti segni, allarmatevi poiché significa che l’anodo sacrificale che avete installato non svolge correttamente il suo lavoro e che quindi la corrosione galvanica, sicuramente presente, sta agendo altrove.
Difficilmente potremo imputare difetti all’anodo sacrificale e di conseguenza dovremo cercare la soluzione nel posizionamento dello stesso oppure al fatto di averlo verniciato o altro ancora.
Ricordiamo inoltre che la corrosione galvanica in ambiente salmastro non agisce unicamente sulle parti immerse e che quindi tutti i metalli di bordo, sono esposti al fenomeno.
Metalli diversi tra loro andrebbero, quando possibile, accoppiati utilizzando dei materiali protettivi come gomma o paste apposite che con un costo contenuto ci possono aiutare a limitare il problema.
Buona norma, che dovrebbe essere tassativa per un buon armatore e marinaio, è quella di utilizzare in barca solo componenti non soggetti a corrosione, di materiale plastico o  acciaio inox aisi 316.
Il suo costo, induce a volte all’utilizzo di componenti costruiti con leghe meno nobili.
Ciò ci creerà inevitabilmente problemi di ossidazione, come ad esempio fascette, collari o viti.

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