Prese a mare e passascafo

Manutenzione ordinaria opera viva – Prese a mare e passascafo

Purtroppo, troppo di frequente ci ritroviamo a leggere di tragedie legate all’affondamento di imbarcazioni in alto mare e spesso con esiti funesti e che dovrebbero farci riflettere.
Troppe volte infatti, tali eventi sono riconducibili, non a un evento accidentale come una collisione, maltempo o pirati, ma a criminale negligenza proprio sotto l’aspetto preventivo.
L’unico modo per fare prevenzione riguardo a questi brutti episodi è come già sottolineato più volte, una corretta manutenzione ordinaria dell’imbarcazione.

Durante la manutenzione ordinaria dell’opera viva, con la barca in secca, dobbiamo obbligatoriamente eseguire una attenta ispezione e manutenzione delle prese a mare.
Queste costituiscono sicuramente uno degli elementi di maggior vulnerabilità del nostro scafo poiché essendo posizionate sotto la linea di galleggiamento, in caso di rottura, fessurazione o blocco, rappresentano una pericolosissima via di ingresso per l’acqua.
Il fatto di essere poi generalmente nascoste alla vista, rende difficile agire con tempestività.
Supponiamo per un attimo che la nostra pompa di sentina non riesca a smaltire l’acqua in ingresso da una presa a mare collassata. Ci ritroveremmo il pagliolato pieno zeppo di acqua prima di renderci conto del problema !!
Durante la navigazione poi, quando tutto l’equipaggio si trova in coperta, può risultare difficile sentire il rumore della pompa in funzione.
Per questo e per altre ragioni simili, un buon comandante scende sotto coperta di tanto in tanto per assicurarsi che tutto vada bene.
Le prese a mare sono solitamente scomode da raggiungere.
Durante un evento drammatico come quello della rottura di una presa a mare, nella concitazione e tensione del momento, questa scomodità rende difficile un intervento rapido ed efficace.
Tutte queste ragioni ci portano a considerare questa manutenzione come una delle più importanti su una barca.
Fortunatamente, una delle più semplici soprattutto perché eseguita con la barca in secca.
Tuttavia richiede parecchio tempo soprattutto perché le prese a mare su una imbarcazione sono parecchie.
Basti pensare alla prese del circuito raffreddamento motore, dei wc, dei lavandini, magari del sistema di condizionamento, le pompe di sentina o altro.
La presa a mare è costituita generalmente da un passascafo filettato che si blocca esternamente con una griglia con guarnizione.
Internamente una contro ghiera filettata assicura la tenuta grazie ad una ulteriore guarnizione.
Sul filetto del passascafo viene generalmente accoppiata la valvola a sfera con un innesto porta gomma.
Sul porta gomma viene fissato il tubo del circuito idraulico grazie a delle fascette stringitubo, in acciaio inossidabile.
La sostituzione dei passascafo può essere ragionevolmente programmata ogni 5 anni (lasso di tempo garantito da ogni costruttore).
Durante la manutenzione ordinaria annuale le operazioni da eseguire sono abbastanza semplici.

  • Lavaggio dei tubi con acqua e aceto bianco per eliminare calcare e sporcizia dal loro interno
  • Smontaggio delle valvole a sfera, pulizia interna e ingrassaggio della sfera per assicurarci un facile utilizzo.
  • Ispezione visiva dell’interno del passascafo e verifica solidità dello scafo in prossimità del foro passante.
  • Verifica della stabilità del passascafo nella sua posizione di fissaggio per escludere problemi di assottigliamento materiale dovuta a corrosione galvanica.
  • Sostituzione delle fascette che presentano segni di ossidazione o usura e lubrificazione delle viti di serraggio

Rimontando il tutto poi, assicuriamoci di farlo in maniera da rendere più comodo possibile un eventuale intervento sulla presa a mare.
Appare evidente che non occorre essere dei maghi della meccanica per effettuare questa importante manutenzione ordinaria.
Lo stesso tipo di manutenzione va eseguita a tutti i passascafo presenti sull’opera viva.
Ad esempio, per quelli previsti per i sensori della strumentazione elettronica come Ecoscandaglio, Log (solcometro).

Durante il nostro intervento di manutenzione, con lo scafo fuori dall’acqua, ne approfitteremo per dare una bella pulita ai sensori presenti, rimuovendo le incrostazioni e la sporcizia sicuramente presente.
Probabilmente troveremo la rotellina (elichetta) del Log (Solcometro) bloccata dalle impurità.
La rimuoveremo, facendo attenzione a non danneggiare il sensore che trasforma le sue rotazioni in un dato di velocità che poi leggiamo sul nostro strumento.
Puliremo le superfici di tutti i sensori presenti magari utilizzando un opportuno prodotto sbloccante nautico.
Oltre a facilitare la rimozione della sporcizia e incrostazioni accumulatesi, agiscono come lubrificanti e protettivi.
Va’ detto che ultimamente i cantieri navali e i produttori si stanno sempre più orientando sulla produzione e installazione di raccordi idraulici in materiale plastico.
Questa tendenza, rappresenta sicuramente una soluzione rispetto al problema della corrosione galvanica.
Ciò non esime assolutamente l’armatore dall’effettuare coscienziosamente le doverose manutenzioni periodiche per garantire uno standard di sicurezza che sia il più elevato possibile.
Come abbiamo avuto modo di dire in altre occasioni, essere ARMATORE  è molto di più che essere proprietario di una barca.

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